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Pensioni italiane pagate presso la Western Union

Lo ha deciso l’ICBP, l’istituto di credito che ha in appalto il servizio di pagamento delle pensioni INPS all’estero, nei riguardi di circa un migliaio di beneficiari che non hanno presentato il certificato di esistenza in vita. Pagano in pesos. Cosa fare, a chi rivolgersi.

Nuovo grattacapo per centinaia di beneficiari di pensioni italiane in Argentina. Circa un migliaio di persone che non hanno presentanto in tempo il certificato di esistenza in vita (certificado de supervivencia”), hanno ricevuto una comunicazione dell’ICBP, annunciando che dovranno riscuotere la pensione di maggio, presso alcuni sportelli della Western Union, la ditta dedicata al servizio di pagamenti internazionali.

L’ICBP è l’Istituto Centrale Banche Popolari al quale l’INPS ha affidato il pagamento delle pensioni all’estero. Pensioni che abitualmente vengono pagate presso gli sportelli del Banco Itaú, che ha un contratto per dare questo servizio fino al mese di ottobre

Ma cosa è successo perché l’ICBP decidesse di mandare queste lettere a circa un migliaio di beneficiari in Argentina?

Le norme stabiliscono che almeno una volta all’anno i beneficiari devono presentare un certificato di esistenza in vita per poter continuare a riscuotrere la pensione italiana. Una norma che non tutti conoscono e che all’estero non è stabilito come dev’essere adempita. Chi conosce questa norma, o anche chi ha ricevuto una comunicazione da parte del Banco Itaú, sa che una volta all’anno deve presentarsi nella banca dove riscuote la pensione, per fare questa pratica, portando un documento di identità.

Ma molti che non lo sanno o che non hanno ricevuto alcuna comunicazione nè da parte dell’Itaù, nè da parte dell’ICBP, ora hanno ricevuto la comunicazione intimando la presentazione del certificato e avvisando che dovranno riscuotere la pensione presso gli sportelli abilitati della Western Union.

Da sottolineare che la Western Union non paga nè in euro nè in dollari, ma soltanto in pesos al cambio di 5,085 pesos per ogni euro.

Ci sono alcuni beneficiari di pensioni INPS che hanno un altro problema, e cioè che il documento che portano per riscuotere la pensione e l’ordine di pagamento, hanno dati discordanti, quali diverso nome o nomi in spagnolo anziché in italiano o il nome della vedova, ecc. In tutti questi casi, e anche quando viene preso un altro indice di cambio dell’euro, gli operatori della Western Unione hanno l’obbligo di comunicarlo per via telefonica o telematica all’ICBP, in modo che l’Istituto risolva la questione, rivolgendosi all’Istituto Centrale Banco Popolare (ICBP), sede centrale di Roma (Dott. Lezzi +39 06 45 48).

La misura coinvolge i pensionati che non hanno trasmesso il certificato nell’anno compreso tra marzo 2009 e marzo 2010.

Naturalmente i Patronati stanno ricevendo molte richieste di informazioni e di orientamento. Tra l’alto l’INAS ha fatto un comunicato nel quale suggerisce ai pensionati che ancora non l’hanno fatto, di inviare il certificato, anche in assenza di una comunicazione formale da parte dell’ICBP.

Il certificato può essere richiesto presso le sedi consolari italiane (da ricordare che bisogna portare un documento di identità di non più di dieci anni), oppure nei “Registro Civil” di ogni città, oppure, nell’interno, presso i commissariati di polizia. In questi ultimi due casi però poi dev’essere tradotto all’italiano. Il certificato poi va inviato direttamente o tramite un Patronato a: ICBP SpA, via Elio Chianesi 110/D, 00128 Roma, Italia.

Inoltre per chiedere presso quali sedi Western Union può essere riscossa la pensione, c’è un numero della citata ditta: 0800-8003030.

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